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domenica 6 novembre 2011

Gli incontri del movimento con la Provincia e con la Regione

Resoconto dell'incontro in Provincia con Miozzi del 02 novembre 2011



"Mercoledi 2 Novembre si è svolto nella sede della Provincia di Verona un incontro tra alcuni esponenti del Movimento Ambiente& Vita ed il presidente della provincia Miozzi Giovanni.
All'incontro erano presenti oltre che ai rappresentanti del movimento Pontara Matteo, Benedetti Franco, Pezzo Paolo e Piran Alfonso anche i rappresentanti comunali all'opposizione Zanolli Paola, Lavarini Rosanna e Galvanini Maurizio.

Il presidente Miozzi accompagnato anche dall'ing.Poli ha ascoltato con attenzione le nostre osservazioni riguardo al progetto presentato dal comune di Pescantina, le nostre riflessioni sulla mancata condivisione del progetto con i cittadini e soprattutto la nostra preoccupazione che un'eventuale bonifica del vigneto Ferrari diventi la chiave per aprire le porte all'ampiamento della discarica Cà Filissine.

Riguardo a questo Miozzi ha espresso la sua piena fiducia nel lavoro e nelle proposte della Commissione Tecnica ed ha concluso l'incontro sottolineando la necessità di una pausa di riflessione per valutare il progetto insieme agli enti preposti.

Come Movimento auspichiamo di poter prendere parte il prima possibile ad eventuali tavoli di discussione del progetto."



Resoconto dell'incontro in Regione con Conte e con Bassi del 03 novembre 2011




"Giovedì 02 novembre si è svolto a palazzo ferri fini in sede di Regione Veneto, un incontro tra il Comitato Ambiente&Vita, l'assessore all'ambiente Maurizio Conte e il consigliere regionale Andrea Bassi, tema dell'incontro, la discarica Cà filissine e il progetto Comune/Daneco.

In rappresentanza del comitato erano presenti: Franco Benedetti, Alfonso Piran e Alessio Padovani, accompagnati dal segretario della Lega Nord sezione Pescantina Simone Aliprandi, che ha fatto da ponte tra cittadini e istituzioni.

L'assessore Maurizio Conte ed il consigliere Andrea Bassi si sono dimostrati molto aperti al dialogo e disponibili fin da subito ad ascoltare le osservazioni poste dal comitato in merito al progetto, tanto che Conte ha dichiarato: "Si riveda il progetto, e lo si adegui ad una messa in sicurezza solo dell'area della discarica, in un secondo momento si andrà ad analizzare e valutare il problema del Vigneto Ferrari".

Siamo molto felici che l'approccio delle istituzioni regionali sia stato più attento alla salute dei cittadini ed alla salvaguardia del territorio, che al puro aspetto economico del problema.

Attendiamo quindi la riunione di Mercoledì 09 per ulteriori sviluppi."

venerdì 4 novembre 2011

Pochi rifiuti, impianti in rosso La Regione stoppa le discariche

Pubblichiamo un interessantissimo articolo tratto dal corriere del veneto.


A picco i conferimenti in discariche e inceneritori. Conte: «Quelli che ci sono faticano a sopravvivere». E si arruolano anche i sindaci.



VENEZIA — Il rovescio della medaglia del riciclo, quella che il Veneto ha appuntata al petto ormai da diversi anni, mette in fila numeri sconfortanti, conti in affanno, previsioni lacrimevoli. Gli impianti di incenerimento e le discariche arrancano perché più la gente differenzia, meno rifiuti da smaltire ci sono. E meno rifiuti si smaltiscono, meno soldi si incassano. Il che ha delle conseguenze pratiche, perché stiamo pur sempre parlando di aziende, con i loro bilanci da chiudere ed i loro dipendenti da stipendiare al 27 del mese. Per questo l’assessore all’Ambiente Maurizio Conte è deciso a dire no al rilascio di qualunque autorizzazione per l’apertura di nuovi inceneritori nel Piano rifiuti che vedrà la luce ai primi di febbraio, se si confermeranno le intenzioni (quello attuale è datato 2004). «Non ci saranno nuovi impianti perché, al momento, registriamo difficoltà a far funzionare quelli che ci sono. Di più: stiamo studiando la possibilità di convertire una parte delle linee dedicate allo smaltimento dei rifiuti urbani, oggi sottoutilizzate, per lo smaltimento dei rifiuti speciali». Quelli che, per intendersi, gli industriali di Treviso vorrebbero incenerire in due termovalorizzatori nuovi di zecca.


La conversione potrebbe trattenere in Veneto una parte dei rifiuti speciali,specie pericolosi, che oggi vengono esportati fuori regione, all’estero. Dove? In Germania, per lo più, ma anche in Cina, per quel che riguarda i resti delle apparecchiature elettroniche, e nei Balcani, dove lo smaltimento è un po’ più nebuloso. Stiamo parlando, secondo il report 2009 dell’Arpav, di 379 mila tonnellate all’anno, anche se il direttore dell’Agenzia, Chicco Pepe, rivela: «Ormai stiamo arrivano a superare quota 500 mila tonnellate ». Rifiuti che potrebbero contribuire a saturare le linee di Fusina, Padova e Rovigo, che nei mesi scorsi hanno più volte chiesto alla Regione di poter importare rifiuti dal resto d’Italia, vedasi alla voce «Sud, Napoli», per portare a regime ed ottimizzare i loro sistemi che oggi creano diseconomie destinate a ripercuotersi sui bilanci. Resta solo da capire se il servizio eventualmente reso dagli impianti esistenti possa essere concorrenziale: il mercato dei rifiuti speciali è infatti un mercato privato, in cui le aziende si rivolgono a chi fa il prezzo migliore, sia esso veneto, lombardo o tedesco. Tra gli obiettivi del nuovo Piano regionale c’è dunque anche quello di trovare il giusto equilibrio tra domanda, offerta e prezzo del servizio. Per capire l’aria che tira, ad ogni modo, è sufficiente riflettere sull’episodio della nuova «discarica tattica» di Legnago, nel Veronese.


La «discarica tattica» è una discarica individuata dalla Regione per fronteggiare le emergenze rifiuti che dovessero mai verificarsi in Veneto. Un’eventualità che appare assai remota, visti i numeri del riciclo che si annotano a queste latitudini, ma che pure dà la possibilità alla discarica così individuata di accogliere rifiuti anche da fuori provincia, il che altrimenti sarebbe vietato. Ebbene, per Legnago questa investitura, magari con qualche tonnellata in arrivo a stretto giro da Vicenza, sarebbe a dir poco salvifica, perché il drastico calo dei conferimenti (e dei relativi incassi di smaltimento) in questo momento ne sta mettendo a serio rischio non solo la sopravvivenza ma pure la bonifica. La Regione è intenzionata a dire sì (attende solo un parere) ma subito il sindaco del Comune dell’altra, ed al momento sola, discarica tattica del Veneto, quella di Sant’Urbano, a Padova, ha chiesto un incontro a Conte per vederci chiaro: più rifiuti a Legnago significa infatti meno rifiuti a Sant’Urbano e il suo Comune rischia di perdere così la bellezza di 10 euro a tonnellata. Pecunia non olet. Specie di questi tempi.