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mercoledì 18 gennaio 2012

Anche REPORT ha trattato l'argomento cave dismesse..

Link diretti ai video e PDF di REPORT:

- http://www.report.rai.it/dl/Report/puntata/ContentItem-f79f1d33-ede0-4d19-a6e8-04b2f2947963.html

- http://www.report.rai.it/dl/Report/puntata/ContentItem-e58c9317-a409-45cd-b41e-f61c57d8e409.html


LA BANDA DEL BUCO


La banda del buco
Una cava una volta sfruttata, se non viene ripristinato l’ambiente, diventa una discarica. Questo in barba a una legge nazionale che regola le attività estrattive già dal 1927. Lo Stato poi, circa 40 anni fa,  ha trasferito alle Regioni le competenze per meglio regolare il fenomeno. Ma ancora oggi c’è chi non ha realizzato  il piano per le estrazioni sul proprio territorio. Non c’è in Piemonte dove le cave sono concentrate tra la provincia di Biella e quella di Vercelli, e dove, nonostante siano una zona dove avviene il ricambio delle acque  della falda,  si permette di scavare fino a 50 metri di profondità per estrarre ghiaia e sabbia. A Caserta i colli Tifatini sono stati interamente erosi, la zona è stata dichiarata altamente critica e la magistratura è dovuta intervenire sui mancati ripristini e i mancati controlli sulle escavazioni abusive. A Brescia molte cave sono state trasformate in discariche, nonostante ci fossero già in piedi progetti per il ripristino ad uso agricolo o a verde. Ha deciso la regione anche contro il parere del comune, come a  Varese dove una cava abusiva, chiusa nel 1985, è stata riaperta e sono stati autorizzati scavi per circa un milione e mezzo di metri cubi.  Si tratta della collina di Cantello che è praticamente destinata a sparire, sotto però c’è la riserva d’acqua dell’intera città di Varese. Poi ci sono le cave di Carrara, dove da centinaia di anni i pregiati marmi sono estratti dalle montagne che sovrastano la città. Ma dal 1992 le ditte a valle portano, oltre i blocchi, anche le scaglie di marmo  che servono a produrre il carbonato di calcio. E così il traffico è balzato da 200 a migliaia di camion che ogni  giorno rendono l’aria irrespirabile ai cittadini per via delle polveri rilasciate durante la movimentazione. Le concessioni per legge dovrebbero essere temporanee, eppure le imprese sono sempre le stesse da decenni. C’è chi opera ormai da 16 anni  senza concessione, pagando un semplice un canone che i comitati dei cittadini definiscono irrisorio rispetto al danno che creano all’ambiente, soprattutto se paragonato ai profitti di chi sfrutta il territorio.

martedì 29 novembre 2011

Cambiare i codici dei rifuti? Facilissimo, ce lo mostra REPORT

Tratto da Report, guardate come è facile cambiare i codici rifiuti. E chi ci assicura che Daneco non porterà rifiuti pericolosi a cà filissine quando, di fatto, nessun controllo è possibile?





ANTONIO PERGOLIZZI – LEGAMBIENTE
La semplice falsificazione dei documenti che accompagnano i rifiuti, veri e propri rifiuti
spesso anche pericolosi, con un semplice cambio di codice diventano delle materie
prime e seconde, quindi materie che possono essere utilizzate come materie prime,
ma in realtà sono rifiuti.

EMILIO CASALINI – FUORI CAMPO
Cambiare i codici è facile e lo sapevano bene alla ditta di riciclo Levio Loris di Padova,
molto nota in Veneto per i camion colorati di rosa e gli spot televisivi.
....omissis...

UOMO AZIENDA CINESE
Devi stare tranquillo, il meccanismo è perfetto. Noi abbiamo una ditta in Germania
autorizzata al trattamento di questo tipo di rifiuti. Tu vendi a questa ditta e quindi sei
in regola, quindi è perfettamente legale perché siamo all’interno del mercato europeo.
Al resto, ci pensiamo noi.

EMILIO CASALINI
Ma voi come fate a portarlo fuori dall’Italia ?

UOMO AZIENDA CINESE
La società tedesca che compra i tuoi rifiuti è una nostra controllata, per cui non c’è
una vendita tra Europa e Cina, ma solo un trasferimento di materiale tra due
magazzini. Il trasporto verso la Germania è solo virtuale, perché dal tuo impianto
portiamo i rifiuti direttamente ad un porto italiano dove abbiamo degli amici, dato che
non c’è una vendita verso la Cina non servono autorizzazioni speciali ed è impossibile
che aprano i nostri container.

EMILIO CASALINI – FUORI CAMPO
Grazie alle triangolazioni virtuali tra paesi si aggirano le norme, ma se poi ti beccano il
gioco comunque vale la candela.

PIERO GRASSO – PROCURATORE NAZIONALE ANTIMAFIA
I rischi di responsabilità di sanzioni sono pressoché nulli nel momento in cui le attività
di gestione per esempio illecita di rifiuti o il traffico di rifiuti sono delle contravvenzioni
punite con delle pene, arresto o ammenda che si prescrivono in quattro anni. Nessun
processo riesce a concludersi in questo tempo.

lunedì 31 ottobre 2011

ULTERIORE STRANEZZA NEL PROGETTO DANECO-COMUNE: GIA' INDIVIDUATE LE CELLE PER RIFIUTI BIODEGRADABILI !

Ringraziamo i nostri volontari che, approfondendo la lettura del progetto Daneco-Comune, hanno riscontrato una stranezza.

Perchè viene richiesta anche questa sottocategoria di discarica?

DISCARICHE PER RIFIUTI MISTI NON PERICOLOSI CON ELEVATO CONTENUTO SIA DI RIFIUTI ORGANICI O BIODEGRADABILI CHE DI RIFIUTI INORGANICI, CON RECUPERO DI BIOGAS


Perché vengono già individuate le celle di coltivazione del rifiuto biodegradabile (vedi figura sotto)?



La parte in viola è definita come:

"Celle in cui è possibile conferire rifiuti biodegradabili/stabilizzabili" 

Probabilmente c´è interesse a poter conferire qualsiasi tipo di rifiuto, non solo i prodotti “secchi” a basso FOP (frazione organica putrescibile) come indicato dal Comitato Tecnico.

Se qualcuno non fosse convinto, questa è l´ennesima conferma delle falsità di questo progetto e di chi lo sostiene.

In allegato qui sotto potete scaricare i PDF originali del progetto

- Tavola 20 con l'individuazione delle celle per rifiuti putrescibili
- Richiesta sottocategoria per rifiuti organici